[Review] L’insostenibile leggerezza della sostenibilità

Un anno dopo… è cambiato qualcosa?
Articolo del 20/06/2010

“Per quanto riguarda la mia architettura non ho l’esigenza di fare l’opera unica, lavoro piuttosto pensando che possa sparire; anche se non arrivo a cancellare completamente l’architettura, ritengo che un atteggiamento che rispetti la morbidezza, l’uomo, l’ambiente e la natura, abbia comunque esiti differenti.” (da Lotus, n. 135, dicembre 2008)

Kengo Kuma – architetto giapponese

Già nel 2007, in occasione della sua personale a Como, avevo intervistato l’architetto Kengo Kuma sulla Sostenibilità, una parola che assomiglia molto a “Debito Pubblico” — tutti ne parlano ma pochi hanno davvero capito cos’è.

L’intervista è scaricabile qui ed è intitolata “Saper cancellare l’Architettura”.

Sembra che Sostenibile/Efficienza Energetica sia di competenza di tutti meno che degli architetti, nonostante sia uscita una circolare del Consiglio Nazionale CNAPPC n.71 che afferma: “[…] le attività di certificazione Energetica non sono subordinate alla frequentazione di appositi corsi […]”.

Per questo alla Mostra “Equivivere“, organizzata da  www.architettando.org a Cittadella [PD], ho “colto l’attimo” per fare qualche domanda al suo presidente — Paolo Simonetto — sperando possa illuminarmi [naturalmente in modo sostenibile].

  1. Cos’è Architettando, qual è lo Scopo di questa Mostra e che risposta di pubblico vi aspettate in piena crisi del settore edilizio?
    Architettando è un’associazione senza scopo di lucro nata nel 1994 per parlare di Architettura e far parlare di Architettura. E’ composta da 18 soci tra professionisti, studenti e amanti della materia ed Equivivere è la 3ª Rassegna organizzata dopo La Casa di Abitazione e La casa Collettiva.
    Lo Scopo di questa esibizione è capire cosa l’architetto mette in pratica per rispondere alle nuove esigenze che vanno sotto il nome di Sostenibilità; naturalmente ci si focalizza sul ruolo progettuale, tolta la questione impiantistica e burocratica. Abbiamo messo il focus soprattutto su quello che sta succedendo in Italia  e in secondo piano nel resto del Mondo.
    Oltre alla Mostra, Architettando ha organizzato una serie di 8 conferenze per  aprire un dibattito sulla Sostenibilità anche dal punto di vista etico, con relatori che non sono solamente Architetti ma Sociologi, Filosofi e Scrittori. Dopo una settimana possiamo dire che c’è stata una buonissima affluenza di pubblico, la cosa disarmante è che nelle prime due conferenze non c’era nessun professionista in sala… almeno nessuno del nostro territorio.
    Una citazione di Vandana Shiva, fisica ed economista ecofemminista indiana, recita: “Dobbiamo riprenderci il diritto di conservare i semi e la biodiversità. Il diritto al nutrimento e al cibo sano. Il diritto di proteggere la terra e le sue diverse specie. Dobbiamo fermare il furto delle multinazionali a danno dei poveri e della natura. La democrazia alimentare è al centro dell’agenda per la democrazia e i diritti umani, al centro del programma per la sostenibilità ecologica e la giustizia sociale.”
    Sembra che il problema della Sostenibilità sia un pò più grande del Risparmio Energetico…
  2. C’è un equilibrio tra fare l’Architetto e il Certificatore? O meglio: tra fare Architettura e certificare?
    La Certificazione sa tanto di Business, può essere fatta da chiunque. A volte le Amministrazioni ti chiedono una Certificazione di un tipo, a volte di un altro tipo…  l’Agenzia CasaKlima è quasi uno standard ma solo perché è partita per prima.
    Anche gli incentivi al Fotovoltaico nascondo  lo “scheletro nell’armadio” che è rappresentato della catena produttiva dei pannelli, con le estrazioni di Silicio che avvengono soprattutto in Cina in condizioni di sfruttamento… inoltre il Fotovoltaico è nelle mani di pochi che cercano il massimo profitto: insomma una burocratizzazione infinita.
    La via di mezzo è l’Architetto con il suo bagaglio di conoscenza ed esperienza: la Sostenibilità nasce con il progetto architettonico, basti pensare all’architettura solare passiva che è davvero un altro paradigma.
  3. Come se ne esce? [dalla Crisi non dalla Mostra]
    Avendo Fede nell’Architettura. Fede è qualcosa di più della semplice Professione, è una Missione. Credo che oggi le generazioni di architetti Over 35 si siano sedute, un po’ perché coltivano la loro nicchia un po’ perché hanno dovuto adeguarsi al mercato. Avere Fede significa parlarne ed è quello che cerchiamo di fare qui.
  4. Che ruolo riveste la Formazione?
    Al momento non c’è una chiara Formazione scolastica sia a livello superiore che universitario. Le istituzioni stanno lottando solo per i numeri, per le iscrizioni ma non c’è vera Formazione e tantomeno Innovazione.
    Per fare il salto in avanti è fondamentale puntare sulla Formazione, sulle nuove discipline: certificazione, sicurezza, restauro, nuovi materiali.
  5. Sinergie con aziende: quali aziende e perché?
    Facendo riferimento al nostro contesto, siamo lontani anni luce dalle sinergie e dagli investimenti di aziende nel settore.
    Per fare un esempio, abbiamo contattato diverse ditte di impianti fotovoltaici della zona per una sponsorizzazione ma hanno fatto orecchie da mercante.
  6. C’è il rischio che la sostenibilità si trasformi in una moda? Tradotto: devo vendere un prodotto con l’allegato [edificio + certificazione].
    Sostenibilità è già moda. Mai come adesso è stato così importante mettere la parola Sostenibile davanti ad un prodotto soprattutto in tempo di Crisi.
    Sostenibilità è un concetto che non ha tempo ed è indipendente da quanti soldi hai.
  7. C’è davvero bisogno di tutta questa Efficienza Energetica o dobbiamo cambiare prima il nostro stile di vita?
    Cambiare stile di vita ha senso se lo faccio perché credo che non posso sfruttare un pianeta con risorse limitate, basta vedere il disastro recente nel Golfo del Messico. Se lo faccio perché costa meno, quando avrò ancora soldi tornerò allo stato di prima.
  8. Cosa dire ad un giovane Architetto che deve entrare nel mercato del lavoro? E ad uno che deve decidere se studiare Architettura?
    La prima cosa è che deve esserci un Germe dentro.
    La seconda è saper vedere la professione a 360° e avere spirito di adattamento. L’Architettura apre tante strade, io per esempio sono  appassionato di Fotografia ed Editoria… poi ci vuole Coraggio.
    Da quando è nata Architettando nel 1994 si è registrata una perdita crescente di Fede e questo è il vero dramma.
  9. Qualcosa sulla progettazione: Tadao Ando è balzato nel panorama architettonico mondiale con Casa Azuma ne1976 — in quell’occasione propose uno spazio all’aperto di separazione tra zona giorno e zona notte. Uno spazio per disintossicare gli abitanti dall’atmosfera asettica e controllata a 22° C, alla quale ci siamo tutti progressivamente assuefatti. L’architetto Sean Godsell disegna edifici-veranda nel deserto australiano dove per passare da un locale all’altro bisogna uscire e poi rientrare dal ballatoio esterno… grandi risultati con piccole tecnologie?
    La forza di questi architetti è che non mettono l’architettura come protagonista ma mettono qualcosa nell’Ambiente ed è proprio questo che fa grande  un’opera.
    Faccio l’esempio di Renzo Piano che è presente in questa Mostra: il suo interesse è per le persone che useranno la sua Architettura e per l’Habitat, non per la Forma.
    Normalmente è l’inverso: prima facciamo l’edificio e poi facciamo il paesaggio. Tanto per capire lo stato dell’arte, tra gli 81 progetti arrivati ne abbiamo esposti solo 16: significa che la maggior parte erano di scarsa qualità. Questo è un dato che ci fa riflettere sulla fine che ha fatto la cultura progettuale.
  10. Ho letto da poco il libro “La luce che cura” dell’ing. Fabio Marchesi: si parla degli effetti dannosi dell’illuminazione naturale che ci priva dei fondamentali raggi UV, problema risolvibile con lampade ad ampio spettro difficili da reperire sul mercato. Eppure le direttive standard [vedi multinazionali farmaceutiche] dicono che il Sole fa male e che dobbiamo proteggerci. Mi chiedo se stiamo facendo la stessa fine con l’Architettura?
    Abbiamo esasperato tutto e dobbiamo trovare qualcosa che ci metta a posto la coscienza: questo qualcosa lo chiamiamo Sostenibilità ma tutto sommato se entro in una Villa di Palladio sento di stare bene, anche d’inverno. Porto l’esempio della proposta di piantare migliaia di alberi a Milano, il cosiddetto effetto Green: piantare un albero non è così automatico e poi quanto ha a che fare con la Sostenibilità?