SE SOLO SAPESSIMO

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Se solo sapessimo, se solo sapessimo,
anche una minima parte delle cose che vediamo,
forse il falso sarebbe più vero
della verità stessa, o delle apparenze.
Se solo sapessimo, se solo sapessimo!

Se solo sapessimo il dolore causato
da uno sguardo sprezzante o da una parola offensiva,
dalla ricerca delle antiche pecche
che a malapena sopportiamo nella corsa verso la gloria.
Se solo sapessimo che le azioni che disprezziamo
un giorno potrebbero toccare a noi
e se non a noi, ai nostri figli non ancora nati;
se solo sapessimo, se solo sapessimo!

Se solo sapessimo che l’uomo che emarginiamo
ha lottato contro la tentazione giorno e notte,
se solo sapessimo lo escluderemmo
e  lo allontaneremmo quale visione insopportabile?
Ahimé! Invece del marchio del peccatore
gli concederemmo volentieri il diritto di agire,
lo aiuteremmo con ogni mano onesta.
Se solo sapessimo, se solo sapessimo!

Se solo sapessimo perché peccò quella donna,
la scacceremmo ancora, ogni volta che la incontriamo?
La abbandoneremmo al suo amaro inferno
di egoismo e di peccato e di strade inospitali?
Scrolleremmo le spalle e scuoteremmo la testa
per la troppa fiducia o la troppa sincerità,
o per il peccato forse, come alcuni fanno, per un tozzo di pane?
Se solo sapessimo, se solo sapessimo!

Se solo avessimo saputo, che gli affetti che ci mancano
sarebbero rimasti così poco tempo in questa valle di dolore,
quanto più dolci sarebbero stati i baci,
ma non lo sapevamo, non lo sapevamo.
I rimpianti sono inutili e le lacrime cieche
e le parole vuote non possono cancellare il passato.
Non serve sospirare: “Sarei stato più gentile,
se solo avessi saputo, se solo avessi saputo!”.

“Cheiro. Memorie di un grande veggente”, Hamon Louis – Il Punto d’Incontro [1999]